Lucio Battisti: Anima latina

(1974)

“Programmare una vita in un giorno
vuol dire morire quel giorno con te.
Ed io voglio mai perdere nessuno e nessuno che perda mai me”


Se fino a oggi vi siete limitati ad ascoltare il Battisti che viene in modo sistematico trasmesso dalle radio, quello di “Acqua azzurra, acqua chiara” e di “Mi ritorni in mente“, è ora di recuperare (almeno) questo disco. Anima latina può essere considerato senza dubbio il miglior disco del duo Battisti-Mogol, oltre a essere quello meno compreso dal pubblico (cose che lui stesso dichiarerà diversi anni dopo in un’intervista).

Realizzato nel 1974 dopo un viaggio in Sud America, in questo album si incontrano le radici latine con il progressive, all’epoca di moda (la Premiata Forneria Marconi sarà il fiore all’occhiello del movimento italiano). E’ un disco che, a distanza di ormai trentacinque anni, ancora influenza vari artisti italiani (non ultimo Dente con “L’amore non è bello“).

Il disco parla della storia di due bambini, maschio e femmina, che si scoprono a vicenda. Per capire meglio questo disco e la sua importanza, sicuramente può essere di aiuto il libro omonimo di Renzo Stefanel. Dal disco non sono stati estratti singoli, cosa abbastanza inusuale nel panorama discografico.

Anima latina è il disco di rottura, non solo di Battisti, ma della musica italiana in generale. All’estero impazzavano i Beatles, in Italia c’era lui. Che non cantava solo di acque azzurre e di ricordi. Se volete conoscere un Battisti diverso, potete iniziare da questo disco. Scoprirete la sua anima, quella più vera. Quella latina.

Tracklist:
01. Abbracciala abbracciali abbracciati
02. Due mondi
03. Anonimo
04. Gli uomini celesti
05. Gli uomini celesti (ripresa)
06. Due mondi (ripresa)
07. Anima latina
08. Il salame
09. La nuova America
10. Macchina del tempo
11. Separazione naturale


ANONIMO

Anonima la casa,
anonima la gente,
anonimo anch’io.
Un cane e ciak azione, all’improvviso
un morso… figlio mio!
La frutta nel giardino, i panni nel catino
e lei, ore ed ore.
Le gambe nude, il volto acceso ed
una colpa… dieci anni maggiore.
C’era lei…
E cos’altro ancora?
Nascosti giù al fosso,
complice il sesso,
a misurarsi, a masturbarsi un po’…

L’impulso di uno scatto, la palla io
che batto, che rete ho fatto!
Sudore che diventa alloro amore mio…
Sei forte ti adoro.
Fermarsi poi ad un tratto lottar
col reggiseno:
Che fai? sei matto?
Il cambio ed il volante…
Ma niente mi terrà distante.
C’era lei…
E cos’altro ancora?
Mi ha colto in flagrante.
Io sono l’amante.
Ragazzi, silenzio assoluto per carità.

Parlando del passato mi sono raffreddato.
Il lenzuolo dov’è andato?
Mi sembri un po’ delusa. Oppure
ti ho offesa?
Un goccio di benzina… A farlo riposare,
riparte il motore?
Su vieni a me vicina, stasera ho ancora
voglia di giocare.

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