c|o|d: La velocità della luce

(1999)

“Questo è perché precipito
nel tuo disastro di capelli blu
preparo mini fallimenti
e tu li esplodi”


Il nome C|O|D è l’acronimo di Crack Opening Displacement: il valore, raggiunto il quale, un materiale metallico in trazione passa dalla crepa alla rottura totale.

La pubblicazione di questo disco è stata una delle poche intuizioni felici avute da una major. Anche se, per come sono andate le cose in seguito, temo si possa classificare molto più semplicemente come una svista. Ma andiamo con ordine.

I c|o|d, all’epoca formati da Emanuele Lapiana (voce, chitarra, tastiere e testi), Dennis Pisetta (chitarre e tastiere), Fabrizio Casali (basso) e Massimo Garbari (batteria) pubblicano il loro primo album auto-prodotto (Polaroidinuntuffo) nel 1998. Iniziano così a spedire le copie del disco a varie case discografiche, attirando su di loro l’attenzione di alcune major.

Tra le etichette discografiche che iniziano a interessarsi al gruppo la spunta la Virgin, per la quale faranno il loro esordio un anno dopo con “La velocità della luce”,  prodotto da Luca Rossi (Üstmamò). Quest’ultimo, vedendoli dal vivo a un concorso musicale in cui faceva parte della giuria, propose loro una collaborazione.

Il disco ebbe un buon successo (vincendo il premio come miglior disco d’esordio per Musica & Dischi) e la band trentina iniziò a ottenere consensi su consensi al punto da essere segnalata dalla rivista Rockstar come “la miglior speranza della musica italiana di questi anni” (nel numero di Novembre 1999). Fecero da supporto anche nei concerti degli Skunk Anansie tenuti in Italia.

A questo punto, con le strade tutte in discesa, succede l’impensabile: la Virgin rifiuta di pubblicare il secondo lavoro del gruppo perché lo trova poco commerciale e cerca di mettere mano ai provini. Inizia così una causa che durerà cinque anni e sarà vinta da Emanuele e soci. I c|o|d vengono svincolati dalla Virgin e possono tornare a pubblicare con un’altra etichetta.

Da quei provini, nel 2006, Preparativi per la fine, il disco di addio dei c|o|d (con una formazione leggermente diversa) per conto della Fosbury Records. La band, dopo il tour, prima di sciogliersi inciderà un’ultima canzone per un cd tributoVinicio Capossela, di cui parlerò più avanti.

Ma torniamo al disco. La velocità della luce contiene alcune canzoni del precedente lavoro, con nuovi arrangiamenti. I testi di Emanuele sono ben scritti (“Fiore” e “Le balene” sono due degli esempi migliori) e il disco mantiene una tensione musicale per tutta la sua durata. La canzone “Nevicadere” è dedicata a Ian Curtis (leader dei Joy Division, al quale è stato dedicato il film Control) e un omaggio ai Marlene Kuntz lo si può trovare anche in “Le balene”. Nelle dieci tracce risaltano le chitarre elettriche e la voce del cantante. Un disco che poteva lanciare, anche all’estero, una delle migliori band che la scena rock indipendente abbia mai avuto in Italia e che, per colpa della solita incapacità delle major (“Vincenzo io ti ammazzerò” cantava Alberto Fortis al suo discografico), è finita al secondo disco ufficiale, anch’esso osannato dalla critica.

Tracklist:

01. Pol@roid
02. Fiore
03. Nevicadere
04. Le balene
05. [Giulio] Delle stelle
06. Scolorina
07. Respirare [nonfunziona]
08. Vellocet
09. Michelle #6
10. Atomico [reprise]

Pol@roid
Lavoro duro come replicante
in una piccola bottega di periferia
lavoro duro come mendicante
nel boulevard che sta al centro del mondo

Sognare è bene ma costa fatica
immaginare tutto il giorno quello che non sei
lavoro duro come replicante
odiando tutto il santo giorno quello che mi dai
quello che mi dai

Non sono male come pacifista
e mi coloro di fantastiche banalità
lavoro duro come replicante
nel boulevard che sta al centro del mondo
e non mi importa se il mondo non mi vede
io mi trasformerò
non sto parlando di come sarà il tempo
di come vivo di come mi sento

Parlo di me

Difendimi consumami producimi

Parlo di me mi schianterò
mi curerò con le scintille che mi do

Ci sono giorni in cui sono detonato
ci sono attimi in cui sono come mi vorrei
e sono un cielo, un cielo dopo l’altro
e mi dimentico di stare dove non ci sei

Parlo di me

Difendimi
respingimi consumami producimi
parlo di me mi schianterò
mi curerò con le scintille che mi do

Tuffati nel blu

Una Risposta to “c|o|d: La velocità della luce”

  1. UNA DELLE + BELLE CANZONI ITALIANE ROCK DI SEMPRE ……GRAZIE COD….X SEMPRE.

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