Margaret: Cromoliquido

(2009)

“Dentro giorni
scorrono ore scomode
Ma cosa vuoi
Questa è la storia
scegli il finale che ti piace di più”


Avevamo lasciato i torinesi Margaret di Fabio Cubisino (chitarra, voce e testi) e Fabrizio Dell’Aiera (chitarra) ad aprire i concerti degli Ulan Bator e dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Ora, a distanza di quasi cinque anni (e dopo oltre dieci di attività), li ritroviamo con “Cromoliquido” (Venus) in una formazione rinnovata che, tra gli ingressi, vede al basso Alessandro Branciforti e alla batteria Matteo Dainese (Ulan Bator, Il Cane), nei concerti sostituito da Fabio Brunetti.

Tutto questo tempo trascorso lascia alle spalle la collaborazione con Amaury Cambuza (leader proprio dei rinati Ulan Bator), al quale si deve l’atmosfera scura del precedente “Tra una pallida calma”, per arrivare a realizzare un disco dalla sonorità pienamente rock, arrangiato in maniera quasi impeccabile. Un disco figlio dei primi Marlene Kuntz e delle comuni influenze (“Frammenti di vetro” è uno degli esempi), nel quale si possono riconoscere anche tracce dei Pearl Jam (come nella canzone “Più altro”).

Già dal titolo (e dalla copertina) Cromoliquido lascia trapelare l’intento: essere graffianti (il cromo è un materiale molto resistente, che fonde con molta difficoltà) e allo stesso tempo sinuosi (proprio come un liquido).

Il disco inizia con “Tra la polvere”, una delle canzoni più riuscite dell’album, per poi continuare il viaggio – tutto interiore – con “Nuova abitudine”, dove si parla della mancanza di libertà che rende infelici. Tra gli altri temi affrontati nelle dieci tracce, c’è la libertà calpestata da parte di chi detiene il potere (“L’arte dello smarrimento”), l’abuso della religione (“Frammenti di vetro”) e un certo senso di impotenza di fronte allo scorrere della vita (“Lenta”). Testi a tratti cupi, ma non negativi, che forse in certi casi nascono prima come versi per essere in seguito adattati alla musica (“Dei cento sospiri sui tuoi argini resta solo il fruscio / Sfoglia queste pagine dentro giorni scorrono ore scomode”); testi che lasciano spazio alle emozioni e alle riflessioni.

L’album è stato registrato in Italia e masterizzato in America, come sempre più spesso capita nel panorama indipendente italiano. Da segnalare, inoltre, la partecipazione del chitarrista Giuseppe Scarpato (Edoardo Bennato, Notte delle Chitarre) nell’altro brano di punta dell’album, “Complice la notte”.

Sicuramente un buon disco, magari non del tutto originale, ma che ha il pregio di poter essere definito a pieno titolo un disco “rock”, con i suoi pezzi tirati e le sue ballate. D’autore.

Ps: chi vive a Torino e vuole vederli dal vivo, avrà la possibilità di farlo Giovedì 28 allo SPAZIO 211, dove ci sarà anche Giuseppe Scarpato.

Tracklist:
01. Tra la polvere
02. Nuova abitudine
03. Commuove gli angeli
04. Frammenti di vetro
05. Lenta
06. Finale
07. Più altro
08. Complice la notte (ft Giuseppe Scarpato)
09. Alba
10. L’arte dello smarrimento

TRA LA POLVERE
Sogni su strade ormai vuote
i riflessi lenti si spengono
Nell’aria si sente il sapore
del vento che porta il silenzio
La notte si nutre del tempo
e le luci piano ondeggiano
Le foglie son secche nel cuore
e cadono senza fare rumore
Ma questo non mi basta
quando penso sia più facile
nuotare tra la polvere
E dentro questa stanza
l’aria nei polmoni
brucia più del fuoco e non è facile
Gli occhi osservano attenti
quello che appare sincero
In un giorno di strani colori
l’essenza svanisce negli anni
Le foglie son secche nel cuore
e cadono senza fare rumore
Ma questo non mi basta
quando penso sia più facile
nuotare tra la polvere
E dentro questa stanza
l’aria nei polmoni
brucia più del fuoco e non è facile
Ma questo non mi basta
Se non pensi sia più facile
nuotare tra la polvere

(Pubblicata su Ondalternativa)

3 Risposte to “Margaret: Cromoliquido”

  1. ieri sera ero al concerto. Belle emozioni! veramente rock!

  2. Io me li sono persi, ma so che a Marzo suonano ancora a Torino, così vedrò di rifarmi🙂

  3. Bel lavoro, peccato che in giro per negozi sia ormai quasi introvabile…

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