Fabio Abate: Itinerario precario

(2010)

Negli anni novanta Catania divenne una delle colonie più fertili del panorama musicale italiano. Guidati dall’intuito, dal buon gusto e dalla passione di Francesco Virlinzi, sotto l’etichetta Cyclope Records uscirono uno dopo l’altro i Flor de Mal di Marcello Cunsolo (spesso ad aprire i concerti dei Rem, in giro anche – per Europa), Carmen Consoli, l’ex Denovo Mario Venuti, Brando, i Nuovi Briganti e Moltheni. E proprio i Rem, in quegli anni, iniziavano il tour italiano da Catania, quando nel resto della penisola quasi nessuno sapeva ancora chi fossero. Ricordo che all’epoca i cd si potevano noleggiare. C’era chi li duplicava e chi, come me e alcuni miei amici, li ascoltava per uno o due giorni e poi, prima di restituirli, aggiungeva il disco alla lista degli acquisti. Allora, la colpa non si dava ancora al peer to peer e si cercava di mascherare “la crisi dei discografici” addossando la colpa a tutto il resto.

Oggi la Cyclope è solo un bel ricordo per chi ha avuto modo di vivere quegli anni. E la situazione musicale è piuttosto diversa. Catania continua a vivere, anche grazie a chi uscì in quegli anni. Fra questi, Carmen Consoli, ideatrice della Narciso Records, etichetta “indipendente” che ha dato alle stampe questo album, prodotto anche da parte dei Lautari, altra band siciliana proveniente dal “laboratorio” Narciso Records. Ora, capire quanto questo disco sia merito di Carmen Consoli e quanto sia demerito di Fabio Abate (sì, ho scritto proprio demerito), non ci è dato di sapere. Non perché non sia bello, anzi. Il fatto è che queste otto canzoni portano addosso in modo inequivocabile il marchio della Consoli; così com’era successo qualche anno fa al lavoro dei toscani La Camera Migliore. Nelle otto tracce, Abate dimostra di avere parecchie potenzialità, sia a livello musicale sia nella stesura dei testi. Ha un modo di scrivere fluido, quasi visivo; quello che vede, diventa una fotografia che descrive gli stati d’animo. Ci sono ottimi spunti e solo dopo parecchi ascolti si inizia a non pensare ad Abate come a una copia della Consoli. Diventano due cose separate, anche se all’inizio quasi ci si dimentica di questo.

I testi sono storie raccontate nei particolari; si parla di amore spensierato, che emoziona e toglie il fiato (“Angela”), della donna moderna (“Maddalena”), canzone ispirata dal canto di una civetta. Tra gli otto brani c’è anche “Senza farsi male”, interpretato proprio dalla Consoli per la colonna sonora di “L’uomo che ama”, film di Maria Sole Tognazzi. Nel disco, tra i musicisti, anche Alfio Antico (tamburo), la stessa Consoli (basso elettrico, bouzuki e chitarra elettrica) e i due Lautari produttori, Massimo Roccaforte (cori, piano, hammond, bouzuki) e Puccio Castrogiovanni (mandolini, zampogna, fisarmonica, piano e banjo). Canzoni come “Davanti a te”, “La bestia che c’è in noi” e il primo singolo ufficiale “Angela”, dimostrano tutte le potenzialità ancora in divenire di Fabio.

E’ di certo un buon esordio. Un esordio che lascia ben sperare: per la carriera di Fabio Abate e per quella della “cyclopica” Narciso Records.

Tracklist:

01. Precario
02. Davanti a te
03. Povero pagliaccio
04. La bestia che c’è in noi
05. Guapo
06. Angela
07. Maddalena
08. Senza farsi male

 

 

(Pubblicata su Ondalternativa)

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