Andrea Chimenti: Tempesta di fiori

(2010)

“Fate largo alla poesia / che passa piano su ruote in legno / fate largo al mio calesse / porta sciocchezze, le lascia in pegno”.

La prima volta che ho visto Andrea Chimenti dal vivo è stato nel giugno del ’93, in quello che all’epoca si chiamava Arezzo Wave e si svolgeva, strano ma vero, proprio ad Arezzo. C’erano gli Afterhours, i Casino Royale, i 99 Posse, i Kunsertu e tante altre band oggi più o meno dimenticate.

Era l’anno dell’omaggio a Rino Gaetano; ogni partecipante, una volta sul palco, tra le proprie canzoni eseguiva anche una cover del cantautore calabrese. Andrea scelse Escluso il cane che, insieme ad altri quattordici pezzi di quelle giornate, divenne parte del disco tributo E cantava le canzoni. Quel pomeriggio Chimenti iniziò la sua esibizione con Fate largo, tuttora inedita. Fino a quel momento conoscevo Chimenti solo come cantante dei Moda, band che negli anni ottanta si divideva la scena toscana (e non solo quella) con i Diaframma e i Litfiba. I Moda si scioglieranno nell’89 e tre anni dopo inizierà la carriera solista di Chimenti.

Tempesta di fiori, nono album del cantautore emiliano (da tempo trapiantato in Toscana), esce cinque anni dopo Vietato morire. Dodici mesi di prove e di modifiche, confluite nelle registrazioni al teatro comunale di Castiglion Fiorentino, per poter finalmente far largo alla poesia. Le dodici tracce del disco, infatti, raccontano poeticamente del cambiamento e della rinascita di Andrea, non tanto musicale quanto personale. Il filo conduttore di questo lavoro è il tema dell’amore, nelle sue molteplici sfaccettature. L’amore per il figlio (Delicato guerriero), l’amore di una storia finita (Era di notte) e quello per la bellezza delle cose e di chi si ama (Bellissima). E’ un disco che si discosta dalle atmosfere cupe del precedente, per mostrare una solarità quasi inattesa.

Il messaggio che ne fuoriesce, tra l’altro dichiarato dallo stesso artista, è che “tutti i grandi cambiamenti, inaspettati e non voluti, sono in qualche modo desiderati nel profondo; e così arriva inesorabilmente il giorno della tempesta, dove tutto sembra crollare, ma in realtà è solo destinato a cambiare forma”. La sofferenza in questa tempesta di fiori diventa speranza, e così si cambia la prospettiva nel guardare le cose (“dalla terra spunta il fiore o dal fiore dondola la terra?”, dirà ne Il cielo che si avvicina). Perché tutto, davvero tutto, cambia forma.

I testi restano uno dei punti di forza di Andrea. E’ un lavoro che colpisce per la scelta delle parole, che aderiscono in modo del tutto complementare alla musica. La sua voce, potente e sicura, pensa a fare il resto. In Feroce e inerme, una delle canzoni migliori del disco, c’è un omaggio a Skolimowski con il frammento di un dialogo tratto dal film “The shout” (in Italia tradotto come “L’australiano”), dove al protagonista, rinchiuso in un manicomio, viene spiegato cosa sia la pazzia. E’, in qualche modo, un omaggio anche a L’albero pazzo, canzone (e disco omonimo che vide la partecipazione di David Sylvian) del 1996 che raccontava una storia ispirata dal film e da un albero che si trova alla Fortezza Medicea di Arezzo.

Nel disco c’è anche lo spazio per la cover di Vorrei incontrarti di Alan Sorrenti (brano del 1972, quando il cantautore partenopeo era più vicino al progressive che al pop), nella quale compare anche Giovanna Strivieri. Tra le altre canzoni da segnalare c’è Perduto, con le sue atmosfere barocche, la già citata Il cielo che si avvicina, in cui figurano come ospiti Valentina Cidda (voce della band indiepop Kiddycar) e Giovanni Dall’Orto (al basso, presente anche in Qualcosa cambierà) e Bellissima, con echi beatlesiani (che ritorneranno anche nel brano di chiusura).

Questo disco si ascolta pensando che in certi casi la bellezza, invece che guardarla con gli occhi, la si può ascoltare dentro una voce che canta. Anche continuando a cambiare la prospettiva, ascolto dopo ascolto, resta addosso il senso del bello, facendo largo davvero alla poesia, lasciataci in pegno per quaranta minuti, la durata del disco.

Tracklist:

01. Era di notte 
02. Il cielo che si avvicina
03. Bellissima
04. Feroce e inerme
05. Stupido
06. Sangue
07. Delicato guerriero
08. Tempesta di fiori
09. Perduto
10. Qualcosa cambierà
11. Vorrei incontrarti
12. Lezioni pratiche di volo

 

(Pubblicata su PopOn)

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