Pino Marino: Non bastano i fiori

(2003)

L’isola. Intesa come approdo o come deriva, dei sentimenti.
Ci si può ritrovare e ci si può perdere.
Ci sono isole lontane e altre che non si vedono mai, navigando in acque tormentate e in gesti affamati.
L’isola di Pinomarino è un’isola che odora di follia e di quella solitudine d’amore che riescono a raggiungere solo certe coppie.
La canzone fa parte del secondo disco dell’artista romano, tra i fondatori del Collettivo Angelo Mai.
Dato alle stampe nel 2003, ha visto lo stesso cantautore alla produzione artistica.
E’ un disco che è riuscito ad ottenere pochi passaggi in queste radio distratte dalle strategie di marketing, dall’apparire così vuoto di contenuti.
Un disco diverso dal precedente e anche dal successivo, che punta molto sulla parola, curando le atmosfere e gli arrangiamenti.
Scegliere una canzone da questo disco è un po’ chiedersi quale pagina di un libro si vorrebbe trascrivere, per rileggere e poi ancora rileggere, fino a farla diventare una pagina della propria vita.
Con le canzoni di Pino Marino, capita proprio questo: le si ascolta e diventano all’improvviso “nostre”, pagine di vita aggiunte, piene di speranze, di malinconia e di poesia.
Proprio come la vita vissuta.

Tracklist:

01. Canzone n.8
02. I fiori
03. Caporalmaggiore
04. L’isola
05. L’invenzione di un uomo
06. Io resto qui
07. L’alluvione del ’43
08. L’acqua e la pazienza
09. Ciao ciao, Buonafortuna
10. Meno male
11. Due rondini

L’isola

La mia e la tua pazzia è la pazzia di un’isola
con tutto il vento contro e sulla schiena
che non importa neanche più

quando ridi e corri e ridi
rimane lì sull’isola
con tutta l’acqua intorno che se remi ai fianchi
te ne vai con l’isola
e una busta bianca della spesa corre a diventare nuvola
e se tremi non importa tremo anch’io con te
che siamo pazzi in due

Ma se restassimo da soli
come squali imbalsamati
come uccelli migratori
senza avere più le ali

se restassimo da soli
sopra strisce di aeroplani
e sotto onde tutte uguali
senza mai poter tornare
forse piangeresti
per non poter tornare
forse moriresti
e ti lascerei tornare
forse

A volte credi anche per me
basterebbe un’isola
invece ho un grattacielo rovesciato
che corre a testa in giù
e dopo tutto il mondo attraversato
c’è una lampadina blu
e una busta della spesa vola a diventare nuvola
e se tremi non importa ballo anch’io con te
che siamo pazzi in due

(Pubblicato su Poetarum Silva)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: