Marlene Kuntz: Ricoveri virtuali e sexy solitudini

(2010)

Chi si aspettava dai Marlene Kuntz un disco nuovo all’insegna del rock degli esordi, rimarrà di certo deluso da Ricoveri virtuali e sexy solitudini. Anticipato dal singolo Paolo anima salva, che già nel titolo dichiara di essere un omaggio a Fabrizio De Andrè, questo lavoro esce tre anni dopo l’ultimo album di inediti Uno e un po’ ne segue il percorso.

Lontani dal rock grezzo degli inizi, dalla scena alternativa indipendente (sempre che ancora voglia significare qualcosa) e sempre più vicini a una mistura di rock leggero speziato di pop e di elettronica. Sono in tutto undici canzoni nelle quali Cristiano Godano (leader dei Marlene Kuntz) si scaglia contro il mondo virtuale, o meglio, contro l’uso errato che in molti ne fanno. Smarrimento, solitudine e mancanza di sensibilità sono alcuni dei temi ai quali si dà maggior risalto nei testi.

Nella canzone che apre il disco, Ricovero virtuale, si affronta anche l’annosa questione del (compulsivo) download illegale (“Quanta roba hai scaricato? / Quando poco hai ascoltato?”). Sottolineando che realizzare un disco, oggi, equivale a lavorare gratis (cosa che avrà modo anche di ribadire nelle presentazioni ufficiali del disco). Come sempre ci sono numerose citazioni, basti pensare a Giovanni Pascoli (L’artista), a “Closer” dei Nine Inch Nails (Pornorima) e al film “Lo scafandro e la farfalla” (Vivo).

Un linguaggio non banale e creativo che si inserisce in un contesto musicale dove spesso i testi sono più un ostacolo superfluo che un valore aggiunto. Al lavoro dei Marlene si affianca un progetto visivo, realizzato in Islanda con la collaborazione dei video-artisti Masbedo, che racconta attraverso le canzoni e le immagini il viaggio di un uomo in un mondo da lui distante. Tra gli attori lo stesso Godano nella parte del traghettatore, un Caronte contemporaneo. Le canzoni in questione sono:Piacere specialeIo e mePaolo anima salva e Vivo, presentate durante il Torino Film Festival appena concluso. Si tratta comunque di un buon disco, dove di rock è rimasto ben poco: Io e me per esempio, nella quale è comunque presente l’elettronica tanto cara a Howie B, produttore dell’album. Degli altri pezzi, da segnalare i 32 secondi iniziali di Oasi, un brevissimo recitato molto più efficace dell’intero brano, e la parte finale de L’artista.

Se il disco fosse stato realizzato da una qualsiasi band emergente, avrebbe fatto furore senza farci porre grandi domande, invece, con la firma dei Marlene Kuntz, fa pensare. E fa pensare soprattutto a quel moto inevitabile che conduce gli artisti a misurarsi con altro da loro. Così anche i Marlene Kuntz, che oggi hanno davvero poco da dover dimostrare, sembrano sempre più alla ricerca di un percorso diverso da quello degli inizi. Con il consueto linguaggio non convenzionale e quell’aria un po’ da fighetti dell’Olimpo finto-rock.

Tracklist:
01. Ricovero virtuale 
02. Paolo anima salva
03. Orizzonti
04. Io e me
05. Vivo
06. Oasi
07. Un piacere speciale
08. L’artista
09. Pornorima
10. L’idiota
11. Scatti

(Recensione pubblicata su PopOn)

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