Serena Abrami: Lontano da tutto

(2011)

Una cosa è certa: comunque vadano le cose, Serena Abrami uscirà vincitrice dal Sanremo Giovani di quest’anno. Dopo aver partecipato alla seconda edizione di XFactor nel 2009, dove Morgan ebbe modo di definirla “buongiorno tristezza” per il suo modo di cantare, la Abrami sbarca a Sanremo con Lontano da tutto, canzone scritta per lei da Niccolò Fabi.

E’ proprio grazie al programma di RaiDue che la 25enne marchigiana ha avuto modo di ottenere un contratto discografico con la Emi e di conoscere Ivano Fossati, rimasto colpito al punto da aiutarla insieme ai suoi collaboratori per la preparazione di questo primo ep.

Il disco, prodotto da Pietro Canterelli, ormai fedele braccio dell’artista genovese, oltre alla canzone scritta da Niccolò Fabi contiene anche Tutto da rifare dello stesso Fossati e altri quattro brani nei quali suonano musicisti quali Ferruccio Spinetti (Avion Travel, Stefano Bollani) e Davide Ferrario (Franco Battiato, Gianna Nannini). Il video del singolo sanremese, tra l’altro, porta la firma di Rocco Papaleo e vede la partecipazione di Paolo Briguglia. Come a dire che i presupposti per fare il salto ci sono davvero tutti.

Il disco inizia proprio con il brano sanremese Lontano da tutto, dove Niccolò Fabi rispolvera, almeno inizialmente, una sonatina di Muzio Clementi, classe 1752, già utilizzata in passato dai Mindbenders prima e Phil Collins poi (A groovy kind of love), dai Camaleonti (Non c’è più nessuno) e con molta più fortuna da Ivan Graziani e la sua Agnese (dimenticando volutamente la versione degli anni zero di Sarina Paris). Nel testo si parla della distanza di due amanti, dell’esigenza di avere i propri spazi all’interno della coppia” , come la stessa Abrami ha affermato.

La seconda canzone, nella quale la protagonista reagisce con determinazione alla fine di una storia d’amore, porta la firma di Ivano Fossati che, dopo diversi anni ritorna a scrivere per un’artista emergente, dimostrando che i tempi di Anna Oxa sono abbastanza lontani. Alla canzone di Gaetano Civello seguono poi tre canzoni scritte dalla Abrami con l’apporto musicale di Mauro Rosati (mentre nell’ultima, il testo è scritto per intero da Valeria Vaglio).

Un mini disco confezionato ad hoc per il mercato musicale italiano, che si lascia ascoltare, ma che – e qui vista la premessa arriva il giudizio inaspettato – non convince. La passione per Cristina Donà, per i Radiohead e per i Feist, vantata dalla Abrami, nel disco non si riesce davvero a notarla, nonostante si millanti che questo lavoro “rimandi spesso a riferimenti propri della musica folk/rock più alternativa”.

Un album che sulla carta ha tutti i presupposti per fare il salto di qualità, ma che al momento dell’ascolto resta in bilico e non trova il coraggio di affrancarsi da un certo pop manierista. Ma vista la giovane età e i compagni di viaggio, c’è da pensare che la ragazza si farà, anche se ha le spalle strette…

Tracklist:
01. Lontano da tutto
02. Tutto da rifare
03. Nei miei ricordi
04. L’opposto di me
05. Alle mie spalle
06. Amianto
07. Piano

(Recensione pubblicata su PopOn)

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