Modena City Ramblers: Sul tetto del mondo

(2011)

Con Sul tetto del mondo i Modena City Ramblers festeggiano vent’anni di carriera e il tredicesimo disco. Della formazione originaria sono rimasti solo Franco D’Aniello, Massimo Ice Ghiacci e Luciano Gaetani, tornato di recente dopo qualche anno di lontananza; ma ad affollare il gruppo ci hanno pensato Davide Dudu Moranti, Francesco Fry Moneti, Roberto Robby Zeno, Leonardo Leo Sgavetti e Lua Serio Bertolini. Un numero che lascia immaginare un arrangiamento ricco a cornice delle tredici canzoni inedite, già di per sé pregne di intenti e racconti. Aspettativa non certo delusa, vista la gran quantità di strumenti messi a disposizione del suono cercato: fisarmonica, banjo, mandolino, violino, tamburello, gracassa, nacchere, bouzouki, tin whistle (una sorta di flauto a fischietto, tipico delle isole britanniche) e così via.

Musicalmente, quindi, siamo davanti a un classico disco dei Modena, pieno di folk e di quel sapore irlandese che negli anni sono riusciti a diffondere anche fuori dai confini italici. In tema di contenuti il disco inizia con la speranza di AltrItalia, dove si citano l’associazione Libera (da anni supportata dalla band), Angelo Vassallo (sindaco ucciso lo scorso anno in un attentato dalla sospetta matrice camorristica) e quell’Italia “che vive e si diffonde / non la trovi sui giornali, la Tv ce la nasconde”.

Si continua con la protesta de I giorni della crisi (“Solo tu che mi parlavi della crisi / solo tu che mi annunciavi questa crisi”), quasi a voler far da contraltare ai Mangiafuoco italiani che la crisi l’hanno sempre negata (salvo poi dire che l’Italia ne era già uscita, meglio e prima degli altri paesi) e con Povero diavolo, in cui i Modena City Ramblers si rifanno, parafrasandolo, a Dante e al suo (al nostro) Inferno (“Fatti non foste a viver come bravi / ma a viver come bruti vi siete abituati”).

C’è spazio anche per un omaggio allo Studio Esagono di Rubiera, dove il disco è stato registrato tra novembre e dicembre dello scorso anno e che ha cessato la propria attività a inizio del 2011 (Il posto dell’airone), ma anche per le ballate d’amore (Specchio dei miei sogni, in cui suona il quartetto Archimia, e Tra nuvole e terra) e per la presenza delle percussioni di Tony Esposito in i Que viva Tortuga!.

Dopo aver vinto nel 2005 il “Premio Amnesty – Voci per la libertà” con la canzone Ebano, per l’impegno a favore dei diritti umani, i Modena hanno avuto, è vero, diversi cambi di formazione (da ricordare, tra gli altri, l’abbandono di Stefano Cisco Bellotti e la prematura scomparsa di Luca Gabibbo Giacometti), ma hanno saputo rimanere fedeli a se stessi, mantenendo inalterato il proprio percorso. Percorso che porterà il tour di presentazione del disco anche in Svizzera e in Spagna. Magari non Sul tetto del mondo, ma di sicuro in viaggio. Un viaggio tra folletti e tra pinte di birra. Tra il folk e l’impegno. Tra la Via Emilia e il West…

Tracklist:

01. Altritalia 
02. I giorni della crisi
03. Interessi zero
04. Seduto sul tetto del mondo
05. Dieci volte
06. S’ciòp e picòun
07. Povero diavolo
08. Tra nuvole e terra
09. i Que viva Tortuga!
10. La mosca nel bicchiere
11. Camminare
12. Il posto dell’airone
13. Specchio dei miei sogni

(Recensione pubblicata su PopOn)

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