Vinicio Capossela: Marinai, profeti e balene

(2011)

Sono davvero pochi gli artisti che al giorno d’oggi (ma anche di ieri) possono permettersi il lusso di pubblicare un disco doppio di inediti. Vinicio Capossela (come a inizio anno i Verdena) è uno di loro. Marinai, profeti e balene è il primo disco prodotto direttamente dal cantautore di origini irpine tramite La Cùpa Srl (e distribuito Warner), ed è un lavoro dedicato a Renzo Fantini, “grande e indimenticato Capitano” che gli produsse il primo disco (All’una e trentacinque circa) e che è venuto a mancare un anno fa (manager anche di Francesco Guccini e Paolo Conte).

La presentazione del disco ha subìto un varo decisamente particolare, avvenuto in due tappe milanesi: la mattina di martedì 26 aprile nelle sale dell’Acquario Civico (nel 2003 scelse lo Stellario) e in serata nella Libreria Feltrinelli Express della Stazione Centrale. Uno showcase conclusosi con Capossela che si è allontanato intonando al megafono Billy Budd mentre i presenti lo seguivano in strada battendo i piedi a tempo di musica.

Anticipato nelle edicole da un ep di sei brani (intitolato La nave sta arrivando), tre anni dopo Da solo, l’ultimo disco in studio, Vinicio ritorna sul mercato con quello che può considerarsi una sorta di viaggio imaginifico, la sua Divina Commedia. Un attraversamento del mare (e della vita) che narra di marinai, di balene e di profeti. Ma anche un approdo – dopo una poco più che ventennale carriera – nei miti della letteratura e nella peculiarità del suono del cantautore nato ad Hannover. Diverse canzoni del disco sono già state presentate dal vivo in passato (uno tra tutti il suggestivo concerto del 24 maggio 2008 a Sestri Levante, dal titolo quasi simile “Storie di marinai, balene e profeti”).

Due dischi, dicevamo: uno, il primo, oceanico e biblico e l’altro omerico e mediterraneo. Dove il marinaio rappresenta il viaggio, il profeta l’enigma e la balena qualcosa di più grande di noi. L’intento di questo lavoro l’ha rivelato lo stesso Capossela: “E’ ora di cominciare a elevare lo spirito per contemplare la bellezza di cui siamo fatti”. Nelle diciannove canzoni si può trovare tutto quello che Vinicio è diventato in questo attraversamento, con le influenze musicali e quelle letterarie, con quella sua continua ricerca, dettata dalla curiosità, che non lo abbandona mai.

Il disco, anticipato dal singolo Pryntyl (con la presenza delle Sorelle Marinetti ai cori), è stato registrato tra il Castello Aragonese (Ischia), il Monte Ida (Grecia), Berlino, Roma e Milano. A ottanta metri sul livello del mare, in compagnia di un Selier (un pianoforte a coda lunga degli anni venti), il produttore e tecnico del suono Taketo Gohara ha registrato l’antico strumento e la voce di Vinicio nella sagrestia della Cattedrale dell’Assunta, priva di soffitto, tra “lo stridìo dei gabbiani e gli spettri del mare”. Tra i musicisti, oltre a noti compagni di viaggio come Vincenzo Vasi (theremin), Alessandro Asso Stefana (chitarra) e Enrico Gabrielli (fiati), troviamo diversi ospiti: Marc Ribot e Jimmy Villotti alle chitarre, Greg Cohen e Ares Tavolazzi al contrabbasso, Agostino Marangolo ai saxofoni. Senza dimenticare Antonis Xylouris (72enne leggenda della musica cretese, soprannominato lo Zeus con la Lira, inteso come strumento), i Solisti della Scala, il Coro degli Apocrifi e Mauro Refosco (percussioni).

Tanti gli strumenti (insoliti) suonati: dalle percussioni indonesiane Gamelan (una piccola orchestra che comprende xilofoni, tamburi, gong), alla Viola d’amore barocca, il santur, le onde Martenot, la sega musicale e l’ondioline. Ma ci sono anche strumenti improvvisati, come le catene, il vaso, le pentole e l’acqua. Tutto, in questo disco, serve a creare Arte. E’ un album che si ha difficoltà a recensire, talmente ricco e denso di citazioni. Dall’Antico Testamento (Job, “se accettiamo il bene dobbiamo prendere anche il male”) al Melville tradotto da Cesare Pavese (presente in cinque canzoni, da I fuochi fatui a Billy Budd), da Céline (Pryntyl) a Conrad (Lord Jim), dalle rivisitazioni di Omero (Le Sirene, Vinocolo) a Dante (Nostos), la letteratura si unisce alla musica per far risuonare il mito del viaggio. L’ascolto è, gioco forza, non immediato ma ripaga e vuole spingerci a riflettere proprio sul senso del viaggio, del “navigare” umano, dove il mare rappresenta il fato.

E’ la metafora del destino umano, racchiusa in un doppio disco a forma di libro. Un concept album che stimola la mente con la letteratura (e con la musica), raccontando la vita di tutti i giorni, rivisitando Golia, l’Aedo, le Sirene e il ritorno a casa. Scegliere una canzone da questo disco è un po’ come voler decidere qual è la pagina preferita di un libro che ci ha lasciato senza fiato; tutto è legato da un filo sottile e concorre al risultato finale. Dal sapore ottocentesco di L’oceano Oilalà, all’atmosfera swing degli anni del proibizionismo con Pryntyl, da Polpo d’amor (brano scritto con i Calexico) all’assenza di colore ne La bianchezza della balena, dal Polifemo accecato dal vino e da Nessuno in Vinocolo a Le sirene, questo disco è una scoperta a ogni ascolto, parola dopo parola, strumento dopo strumento. Sappiamo di aver speso pochi aggettivi rispetto a quanti ne meriterebbe una recensione, ma le difficoltà nel dare un nome a tutto questo le abbiamo espresse, anche se resta fermo il nostro convinto gradimento.

Concludiamo: attualmente in tour fino alla fine di maggio, con una band di dieci elementi e una scenografia che ricostruisce le costole di una balena, Capossela ha scelto come data iniziale Genova, città di mare. Città piena di Marinai, senza alcuna Balena (nonostante il famosissimo acquario) e con ben pochi profeti. L’ultimo, o forse il primo, resta quel Fabrizio De André a cui sicuramente sarebbe piaciuto questo attraversare la sua Crêuza de mä.

Tracklist disco I:
01. Il grande Leviatano
02. L’oceano Oilalà
03. Pryntyl
04. Polpo d’amor
05. Lord Jim
06. La bianchezza della balena
07. Billy Budd
08. I fuochi fatui
09. Job
10. La lancia del pelide

Tracklist disco II:
01. Goliath
02. Vinocolo
03. Le Pleiadi
04. Aedo
05. La Madonna delle conchiglie
06. Calipso
07. Dimmi Tiresia
08. Nostos
09. Le sirene

(Recensione pubblicata su PopOn)

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