Marta sui Tubi: Carne con gli occhi

(2011)

“Stanno tutti bene/ma non sanno che gli portiamo la peste”; inizia così Carne con gli occhi, quarto album in otto anni di carriera dei Marta sui Tubi. Con loro, però, invece della preannunciata peste, portano buona musica, arrangiamenti e passaggi originali (basta ascoltare Le cose più belle son quelle che durano poco, canzone che avrà una coda al termine del disco), tempi dispari e una voce forte e sicura, aspetto spesso dimenticato nel cosiddetto ambiente indie.

Accompagnato dal video di Cristiana, realizzato da Lorenzo Vignolo, il disco è stato distribuito dalla Venus, prodotto da Tommaso Colliva dei Calibro 35 (che ha collaborato, e spesso prodotto, artisti di tutto rispetto dai Muse agli Afterhours, dalla Pfm a Vinicio Capossela) e pubblicato dalla Tamburi Usati, etichetta discografica della band siciliana, nata nel 2008 e che altro non è che un anagramma del loro nome.

Passati con l’andare degli anni da duo a quintetto, Giovanni Gulino e Carmelo Pipitone non deludono le aspettative dei fan e incendiano i testi con un rock sporco, che di mediterraneo non ha nulla, musica di sicuro non immediata, destinata a chi ha curiosità da vendere. Dodici canzoni in tutto, in cui si parla di personaggi mitologici (Basilisco), dell’amore che non c’è o che ancora fa male (Cristiana), di un paese che perde sogni e futuro (Al guinzaglio) e delle cose belle, subito interrotte dalla quotidianità (Le cose più belle son quelle che durano poco).

Il titolo dell’album è un invito a non lasciarsi trasformare in persone senza una propria identità, in balia di prodotti e venditori di ogni sorta; è tempo di reagire, di riprendersi la propria vita e – perché no? – il proprio Paese. E con queste belle intenzioni sarebbe stato interessante vederli al Festival di Sanremo, duettare con Anna Oxa, occasione persa a causa dell’eliminazione della cantante, cosa che ha tolto al gruppo siciliano un po’ di visibilità in più che avrebbe senz’altro spinto più e meglio questo disco. Come meriterebbe. Ma dove non è arrivato il Festival della canzone arriveranno i festival estivi che attendono il gruppo per tutta la stagione.

Oltre ai già citati Gulino e Pipitone, sul palco ci saranno anche Ivan Paolini (batteria) e Paolo Pischedda (tastiere); completa la line-up l’ultimo aggiunto: Mattia Boschi al violoncello. E a chi di voi perdesse l’occasione di assistere a un loro concerto, consigliamo di recuperare con l’ascolto del disco, ma attenzione, come un cane che si morde la coda, la voglia di applaudirli dal vivo è la controindicazione.

Tracklist:
01. Basilisco
02. Cristiana
03. Le cose più belle son quelle che durano poco
04. Al guinzaglio
05. Carne con gli occhi
06. Camerieri
07. Di vino
08. La canzone del labirinto
09. Muratury
10. Coincidenze
11. Il traditore
12. Cromatica

(Recensione pubblicata su PopOn)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: