Baroque: Rocq

(2011)

Dopo aver vinto la terza edizione della Torino Sotterranea e Talenti per natura, concorso organizzato da LifeGate, a quattro anni di distanza dal primo album, distribuito su scala mondiale dalla famosa etichetta francese Musea Records (specializzata in Progressive Rock), i Baroque sono tornati sulla scena musicale con Rocq.

L’ep “Rock in peace”, uscito lo scorso anno, ha anticipato questo nuovo progetto, composto da dodici canzoni nelle quali ci si ritrova davanti una band in continua maturazione, che attinge a piene mani dagli anni ’70, disseminando i brani di progressive e di rock come in Italia da un po’ si faticava a sentire.

La formazione è composta da Matteo Tambussi (voce, chitarre, synth), Alberto Ghigo (basso), Stefano Tiozzo (piano e chitarre) e Alessandro Ghigo (batteria).

E’ proprio nelle musiche e negli arrangiamenti il punto di forza del quartetto torinese, capace di incidere dodici canzoni dal suono pieno e fresco che riescono a divertire e a trasmettere energia. Viene, infatti, da sorridere notando come rifanno il verso agli esordienti Queen (“Il camaleonte” e “Soup de la maison”) senza per questo scimmiottarli, mantenendo una propria personalità.

Sarcastici (“Parlapetalo”), aggressivi (“Il pesce”), ironici (“Karatekismo”) ed eclettici. Si potrebbero descrivere così i Baroque. Pur rifacendosi a diversi stili musicali (compresi accenni di glam e di blues), mantengono una peculiare originalità, riuscendo a non farsi catalogare in una definizione. Ma anzi, per l’occasione, ne coniano una nuova: Rocq.

I testi raccontano storie di ragazzi, tra ironia e rabbia. Il disco si apre con “Cardiopasto” (invettiva contro la tv spazzatura), già presente nell’ep Rock in peace e continua con “La festa dell’alloro”, la canzone più radiofonica dell’album. “Mio fratello si droga” è un atto di accusa, mentre “Il Pesce” e “Gli avvoltoi hanno fame” diventano una sola (convincente) canzone. C’è spazio anche per tre brani cantati in inglese (“For you”, “Scherzo 2 in mi minore” e “Soup de la maison”).

Le poche incursioni di tastiere e sax non fanno altro che arricchire il suono complessivo dell’album. L’aver aperto, tra gli altri, i concerti italiani di Nick Cave e dei Primal Scream non è bastato a dar loro la visibilità che meriterebbero. Potrebbero riuscirci queste dodici canzoni. Perché i Baroque se ne sono già accorti da tempo: oggi il Rock è morto.

Viva il Rocq!

Tracklist:

01. Cardiopasto
02. la festa dell’alloro
03. Karatechismo
04. Parlapetalo
05. Mio fratello si droga
06. For You
07. Il camaleonte
08. ίχθύς – Il pesce
09. Gli avvoltoi hanno fame
10. Scherzo n#2 in Mi minore
11. L’antipatico
12. Soup de la maison

(Recensione pubblicata su Bravo!)

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