Iotatòla: Divento Viola

(2011)

Dopo aver vinto lo scorso anno il concorso Musicultura con il brano Addio, le Iotatòla hanno pubblicato il primo disco Divento viola, con la produzione artistica di Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina. Il nome scelto dal duo suonerà di certo familiare a chi si ritrova in casa una bambina piccola. Io ta tòla è, infatti, il grido di battaglia delle femminucce che vogliono fare qualcosa a tutti i costi senza l’aiuto di nessuno. L’indipendenza femminile già dai primi passi.

E con questo duo, Serena Ganci e Simona Norato, hanno dimostrato che , da sole, hanno un’ottima capacità di scrittura, inusuale, sarcastica e mai banale, raccontando dieci storie sospese tra il rock e la canzone d’autore. Un duo che ha preso Nada come punto di riferimento, riuscendo a trovare un proprio stile che coniuga l’ironia e la sensibilità femminile.

Diversamente, non sarebbe stato possibile dedicare una canzone a un vibratore (qui paragonato ad Alain Delon), parlare di meche e di bambole, della pesantezza di alcuni parenti e dei principi azzurri oramai senza più cavallo. Arrivate da un passato e da esperienze diverse (la Ganci femme du jazz dal classico (specializzata in canto jazz a Parigi) e la Norato rockhouse dall’ambiente indie), le due si sono (ri)trovate a Palermo, parte di quel movimento artistico tutto siciliano chiamato L’Arsenale, che sta muovendo con successo i primi passi con la regia di Cesare Basile.

Sono dieci canzoni in cui le musiche appaiono scarne e allo stesso tempo complete. Si nominano Tenco e la sua Angela, mentre in Giuralo Mario si parla di droga, di “fabbriche che pisciano nel Mediterraneo” e dei “pirla dell’opposizione”. In Ho smesso di amarti si racconta un amore giunto alla fine, magari per la pressione della quotidianità, per il fatto che quando si è presi dai problemi di tutti i giorni non c’è più posto per il romanticismo e così la protagonista smette di amare il suo uomo perché deve aggiustare l’aspirapolvere.

Alla fine dell’ascolto, tra chitarre, percussioni, cassetti e pianoforte, resta la consapevolezza che Divento viola è un buon disco d’esordio, sarcastico e fintamente acustico. La dimostrazione che è possibile fare buona musica con pochi strumenti e pochi mezzi a disposizione, se dietro ci sono idee nuove e una dose di talento. Con l’auspicio (e la speranza) che nei prossimi anni le Iotatòla possano contare anche su altri musicisti, come loro pieni di talento.

Tracklist:
01. Miss Meche 
02. Tutta colpa di Barbara Handler
03. Ce n’est pas ça l’amour
04. Principe Azzurro
05. Salvatore
06. Divento viola
07. Addio
08. Ho smesso di amarti
09. Giuralo Mario
10. Marta con le pantofole

(Recensione pubblicata su PopOn)

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