Ivano Fossati: Decadancing

(2011)

La notizia dell’addio alle scene di Ivano Fossati, a pochi giorni dall’uscita di Decadancing, è riuscita a spostare l’attenzione dall’ultimo disco all’intera carriera del cantautore genovese, durata quarant’anni. Questo annuncio, inaspettato, ha caricato l’ascolto del nuovo disco di un’emotività che altrimenti non ci sarebbe stata, un’emotività che riesce quasi a far passare per capolavoro un album che contiene un paio di buone canzoni e che dimostra come Fossati, da una decina d’anni a questa parte, musicalmente non abbia davvero altro da aggiungere alla sua discografia.

Prodotto dallo stesso Fossati e da Pietro Cantarelli, fidato braccio destro dell’ultimo periodo, il disco è stato registrato tra la Francia e l’Inghilterra ed è uscito insieme a “Tutto questo futuro“, libro edito da Rizzoli a cura di Renato Tortarolo, che in pratica è un viaggio di Ivano nei ricordi, tra le persone e le canzoni della sua vita. Non una vera e proprio biografia ma il racconto di questi quarant’anni di musica con immagini inedite.

Nelle dieci canzoni del disco si parla della precarietà che ci circonda, riguardi essa il lavoro (Laura e l’avvenire) o l’amore (Settembre), della decadenza di un paese come l’Italia in crisi sotto qualsiasi aspetto, dalla politica al sociale, dall’economia ai valori umani (Decadancing), dei “cervelli in fuga” dal belpaese (Nella terra del vento). I testi di Fossati, come sempre, sono un valore aggiunto, per la lucidità e la capacità di descrivere il quotidiano, per il modo di sospendere i sentimenti e i pensieri.

Basta pensare a “Nella terra del vento” (Grazie per le rose d’inverno / in un momento fiorite / e in un giorno appassite di nuovo) o a “Tutto questo futuro” (Il tempo cancella / le intenzioni del cuore / forse questo rimane / per la gente come noi / stare vicini / pensare più piano / capirsi con gli occhi / e non perdersi) o ancora a “Settembre” (Benvenuto anche il tuo nome / fra le future nostalgie / se questo può farti felice / più confuso di così non sarò).

Dal prossimo anno, per essere più precisi dalla fine del tour, “La musica che gira intorno” sarà sicuramente più povera e dovrà trovarsi un’altra “Terra dove andare”. Non ci saranno più concerti con canzoni da “Cantare a memoria” in “Una notte in Italia”. Fossati continuerà a studiare e suonare, ascoltando sempre musica e, magari, scrivendo canzoni nuove per altri artisti. Ma la sua avventura discografica, finisce qui. Lasciando spazio a questa mediocre “Musica moderna”.

Tracklist:

01. La decadenza
02. Quello che manca al mondo
03. La sconosciuta
04. Settembre
05. La normalità
06. Laura e l’avvenire
07. Un Natale borghese
08. Nella terra del vento
09. Se non oggi
10. Tutto questo futuro

(Pubblicato su Bravo!)

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