(dannato) vivere da Negrita

Dannato vivere è il nuovo disco dei Negrita, uscito lo scorso ottobre e presentato alle radio dal singolo Brucerò per te. Noi di PopOn, incuriositi da questa nuova tappa discografica, li abbiamo incontrati in occasione della presentazione dell’album e con loro abbiamo parlato non solo di canzoni e musica, ma anche di viaggi, e soprattutto di futuro e incertezze.

Che storia ha Dannato vivere?
Drigo: Questo disco, come gli ultimi due, arriva dopo viaggi importanti. Nelle altre due occasioni avevamo visitato paesi sconosciuti, cercando ingredienti nuovi per la nostra musica. Dannato vivere è invece nato nello studio di Arezzo e le sue influenze arrivano dalla musica britannica degli anni ottanta, dai Clash ai Police, dagli Ub40 ai Talking Heads, dai The Cure ai Siouxsie & The Banshees. Gli anni Ottanta sono stati un decennio che abbiamo vissuto da adolescenti e non da band; siamo cresciuti con quella musica. In quegli stessi anni nascevano i Litfiba, i Diaframma e i Moda, c’era Arezzo Wave e Firenze era una capitale musicale. I Negrita si sono formati così.

E oggi, com’è la situazione ad Arezzo e Firenze? 
Pau: Dopo anni di buio, si sta formando una scena interessante. Sono nati dei club. Arezzo è stata una città sonnolenta fino agli anni Ottanta. Poi con Arezzo Wave è cambiato il dna della città. Noi abbiamo iniziato proprio lavorando dietro le quinte di quel festival, per poi diventare musicisti. Diciotto anni di quella manifestazione hanno fatto acquistare fiducia alle band locali. Tra i giovani nella scena della nostra città c’è anche Il Cile (giovane artista aretino, ndr). Abbiamo scritto con lui i testi di quattro brani, tra cui Brucerò per te e Fuori controllo. E’ un cantautore che ci assomiglia, molto viscerale.

Dannato vivere doveva uscire diversi mesi fa ma poi è slittato, anche per problemi personali. Brucerò per te(dedicata alla moglie di Pau, ndr) è quindi nata successivamente? 
Pau: Il testo sì, invece il brano è nato insieme agli altri. I testi li scrivo con Drigo e sentivamo che era giunto un momento in cui bisognava fare un salto di qualità. Trovare le parole giuste richiede un lavoro di responsabilità; mettere insieme pensieri in metrica non è semplice. È una specie di sudoku.

Negrita su PopOnSi nota subito che Brucerò per te ha un inizio familiare. 
Pau e Drigo: Si tratta di un omaggio, anche se all’inizio incosciente, a All my lovedei Led Zeppelin. Quando abbiamo aggiunto gli archi, ci siamo accorti della somiglianza. Tra l’altro quello è un brano che suonavamo negli anni ottanta, quando nel nostro primo gruppo (gli Inudibili, ndr) c’era alla chitarra ancora Francesco Moneti dei Modena City Ramblers. I Led Zeppelin sono stati un punto di riferimento e ci sembrava naturale omaggiarli in questo modo. In Per le vie del borgo c’è un altro omaggio ai Clash di The magnificent seven. Tra l’altro, in passato avevamo già reso omaggio ai Led Zeppelin in Bambole, con il refrain di God times bad times.

Cosa contraddistingue il vostro momento creativo? Ci par di capire che il grosso del lavoro avviene sui testi. 
Pau e Drigo: Sì. Comporre musica ci preoccupa poco, è una cosa spontanea, un lavoro di estroversione molto divertente. Abbiamo una cascina in mezzo al verde alle porte di Arezzo, dove spesso facciamo delle jam session, registriamo e ci prepariamo da mangiare. Diciamo che si passa dal mix alla fiorentina con una discreta disinvoltura. Lì è nato il disco.
Mac: A volte loro due passano giornate intere a cercare di trovare le parole giuste per otto secondi di musica. Comporre un testo apre un dibattito cui partecipa tutta la band; quello che viene detto deve rappresentare tutti.

Curiosa la scelta della copertina del disco. 
Mac: Si tratta di una donna sexy, meravigliosa e nel pieno della vita che sta soffrendo, messa in ginocchio dall’esistenza di questi tempi. La donna è più sensibile dell’uomo, forse perché generatrice di vita. Una crisi come quella attuale è riuscita a entrare in tutti gli strati della società, al punto da mettere in ginocchio la bellezza. La donna in copertina è una persona che sta per rialzarsi e tornare a vivere.

Recentemente siete stati in America per un viaggio che è diventato un tour. 
Mac e Pau: Sì, abbiamo attraversato l’America per un mese, suonando a Nashville, Memphis, San Francisco, New York, Los Angeles e Seattle, in locali dove hanno suonato Police, Hendrix, Red Hot Chili Peppers, Pearl Jam, David Bowie e Nirvana. Per noi è stata un’opportunità stupenda. E abbiamo potuto notare come anche in America si senta la crisi. Ci sono città come San Francisco in cui si inizia a sentire puzza di miseria. L’unica città che sembra guardare avanti è Seattle. Anche perché quasi tutta l’economia americana si fonda su quella di Seattle, tra Boeing, Microsoft, Starbucks e Amazon.

Negrita su PopOnNel disco si respira un’aria positiva, forse in contrasto col clima dell’attualità. 
Drigo: Siamo dentro la crisi. Tutti in famiglia abbiamo persone che hanno perso il lavoro, che faticano ad arrivare a fine mese e per questo disco abbiamo deciso di cambiare atteggiamento. I giornali si focalizzano su determinati aspetti, su alcuni casi umani, forse per vendere di più. Noi ci siamo tirati fuori. C’è talmente tanta negatività che abbiamo deciso di non soffiare sulla rabbia e sul fuoco. Con questo non ci tiriamo fuori dalla mischia e non ci votiamo al disimpegno. Vogliamo però avere un atteggiamento positivo verso il futuro.

E quale percezione hanno i Negrita del futuro? 
Pau: Si sente un’aria nuova, incoraggiante e trasversale. Finalmente abbiamo capito che la contrapposizione bianco e nero, destra e sinistra non rappresenta più nessuno. Viviamo in nazioni amministrate da settantenni mentre il mondo, ogni anno che passa, ha bisogno di energia nuova. Siamo alla vigilia di un cambiamento epocale, per la gestione politica ed economica dell’occidente, perché il malcontento è arrivato in tutti gli strati sociali, dall’Africa al Medio Oriente, all’Europa.

Quindi è ora di un vero cambiamento? 
Pau: Sì, bisogna pensare a un mondo nuovo da costruire e non a uno da abbattere o da restaurare. Possono esserci scontri, è la legge della sopravvivenza, ma l’umanità ha necessità di un cambiamento importante. Non so se accadrà, ma qualcosa dovrà succedere. Perché i modelli dell’occidente hanno dimostrato di non essere funzionali.

E il vostro futuro? Cosa accadrà dopo le sei date del tour? 
Pau: Realizzare il disco ci ha impegnato parecchio, così abbiamo deciso, per il momento, di concentrarci solo sulle sei date di febbraio. Questi sei concerti avverranno in location molto importanti di cui abbiamo curato personalmente i dettagli. Non basta prenotare i palasport, bisogna soddisfare le aspettative del pubblico. Quello che succederà da marzo in poi lo decideremo una volta concluso il tour. Nel nostro “dannato vivere” non esistono certezze.

(Pubblicato su PopOn)

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