Hero & Leander: Tumble

(2013)

(2013)

 

La prima sensazione che si avverte ascoltando Tumble, il disco d’esordio degli inglesi Hero & Leander, pubblicato con l’etichetta tedesca indipendente Tapete Records, è che ci si trova davanti un lavoro che riporta indietro alla musica degli anni ottanta, a quella sorta di pop leggero, fatto di spensieratezza e disincanto.

Nata nel 2010 come un classico quartetto composto da due chitarre (Gary Cansell – anche alla voce – e Marc Sephton), un basso (James Halls) e una batteria (Scott Lewis), grazie all’inserzione su un sito per annunci la band ha trovato l’equilibrio che stava cercando con l’aggiunta di un pianista (Andrew Jones) e di una voce femminile (Emily Sills, che suona anche il violino). Equilibrio che ha permesso di realizzare a metà del 2011 Collider, ep di quattro brani (due, “Collider” e “Kettle” contenuti, con arrangiamenti diversi, anche in questo disco), nato per sondare il terreno e cercare di capire la reazione del pubblico. Il pop di Hero & Leander, per usare una loro definizione, è un “pop per adulti”, che nasce divertendosi e che vuole far divertire. Una definizione, tra l’altro, che serve anche a mettere una certa distanza tra il loro modo di intendere musica e il pop che tanto va di moda oggi tra le major e i teenager. Anche se sembrano non avere punti di riferimento, nella loro musica si trovano varie tracce che collegano agli ottanta, da “Soul To Soul” (che a un primo distratto ascolto potrebbe ricordare una canzone di Fish, la voce storica dei Marillion) a “The Infinite” (in stile Fleetwood Mac), con testi che, sia che si parli di filosofia sia che si parli di dolore, di bellezza o di intimità (“One Three Four”), risultano ben scritti. Tumble, fin dal primo ascolto, trasmette un’energica freschezza, basandosi molto sulle doppie voci (“Kiss Me By The Water Cooler”) e sui cori (“Kettle”), su continui cambi di registro (come in “Here Come The Sun”) e lasciando trasparire qualche assonanza con i canadesi Arcade Fire o con Belle and Sebastian. Nell’album ci sono omaggi anche nei confronti dei Beatles, sia attraverso la citazione del titolo di “Here Come The Sun” sia nella canzone “In Any Given Room”, con atmosfere adatte per un musical. La promozione di Tumble è stata affidata a due video, quello di“Kiss Me By The Water Cooler” e quello particolare di “Collider”. Particolare perché, oltre a essere stato girato interamente con un iPhone, vede i componenti della band ripresi (divertendosi e cercando di divertire) in venti località diverse in poco meno di una giornata.

Per essere il primo lavoro ufficiale della band, Tumble è di sicuro un buon disco, che contiene belle canzoni (“Soul To Soul”“Kiss Me By The Water Cooler” e “Tickle” su tutte) e che fa della leggerezza la sua arma migliore, sospeso a metà tra la lezione degli anni ottanta e il pop contemporaneo, un pop definito per adulti ma adatto a tutti, anche ai più giovani.

(Pubblicata su Shiver)

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