Virginiana Miller: Venga il Regno

(2013)

(2013)

 

Quello che state leggendo in anteprima tramite Shiver, con ogni probabilità si candida a diventare il disco più bello uscito durante il 2013. Venga il Regno, sesto lavoro in studio dei Virginiana Millerè uno di quei dischi che difficilmente riuscirete ad ascoltare per intero, fatevene una ragione; arriverete sempre in un punto diverso che vi costringerà a tornare indietro. Magari per ascoltare ad occhi chiusi “Anni di piombo” (la canzone più bella che il sestetto livornese abbia scritto finora) o per farvi contagiare di nuovo dalla positività di “Una bella giornata”, per cantare la già conosciuta “Tutti i santi giorni” o l’iniziale “Due”, pensando alla persona con cui, pur essendo in due, vi sentite uno.

Il disco uscirà martedì 17 settembre per l’etichetta AlaBianca (con distribuzione Warner Music) tre anni e mezzo dopo Il primo lunedì del mondo, sulla scia del David di Donatellovinto per la miglior canzone originale con “Tutti i santi giorni” (colonna sonora dell’omonimo film di Paolo Virzì) e dopo le quattro ristampe di “Sul lungomai di Livorno”, seconda opera (letteraria) del cantante Simone Lenzi. Anticipato nei mesi scorsi dal singolo “Una bella giornata”, di cui è stato girato anche un video firmato da Tomas Uolli Marcuzzi, prodotto da Ale Bavo (Casasonica) e missato da Ivan A.Rossi, “Venga il Regno” è di certo l’album più completo e maturo dei Virginiana Miller. Ci troviamo davanti a undici tracce dirette, che invitano a vivere questo presente fatto di confusione e di confusi, cercando di guardare le cose con altri occhi, inseguendo la bellezza. Questo disco è un invito a sentirsi in pace con se stessi, imparando a usare il tempo a nostra disposizione per creare qualcosa di utile, per noi e per gli altri.
È un album che trasuda amore, da “Pupilla” a “Tutti i santi giorni” (“io e te vivremo altre primavere, dopo gli inverni, avremo tutti i santi giorni per noi”), passando dagli anni settanta (“Anni di piombo”) ai giorni d’oggi (“Eternità di Roma”), quasi arrivando a citare Fabrizio De André (“Lettera di San Paolo agli operai”) e facendoci assaporare immagini degne di inquadrature cinematografiche.

Tolta “Anni di piombo”, diventa davvero difficile dire quale sia la canzone più bella di quest’album. L’unico consiglio che posso dare è di acquistare il disco, per fare in modo che tutti i santi giorni la vostra diventi davvero una bella giornata, piena di effetti speciali.

(Pubblicato su Shiver)

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