Suonava l’anno: 1969, Sergio Endrigo

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Sul finire degli anni sessanta, Sergio Bardotti e Sergio Endrigo ebbero l’idea di realizzare un album che potesse rendere omaggio alla poetica di Vinicius de Moraes, autore di canzoni di successo (con Tom Jobim e Baden Powell) e poeta di riconosciuta fama mondiale.
Mentre il secondo prestò la voce e l’immagine, il primo si occupò della produzione e della traduzione delle canzoni in italiano, chiamando Giuseppe Ungaretti a trasporre e interpretare alcune poesie del compositore brasiliano, in quei giorni presente a Roma.
La vita, amico, è l’arte dell’incontro” nasce così, prendendo in prestito un verso del “Samba delle benedizioni” dello stesso de Moraes, canzone che apre (in lingua italiana) e chiude (in lingua brasiliana) l’album. È un lavoro che mischia, in modo perfetto, musica e poesia, il samba brasiliano e la canzone d’autore italiana.
Tra i musicisti figurano nomi di tutto rispetto come i due chitarristi (Toquinho e Maurizio De Angelis, famoso soprattutto per aver fatto parte con il fratello Guido del duo Oliver Onions) e il batterista jazz Enzo Restuccia (che ha suonato anche con Dizzy Gillespie, Paco De Lucia ed è il padre della cantautrice Marina Rei). Al pianoforte e agli arrangiamenti Luis Bacalov.

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Nel disco Giuseppe Ungaretti recita cinque poesie, da “Chi son io se non” a “Sonetto dell’amore totale”, duettando in “Poetica 1” con Vinicius de Moraes, che canterà quattro canzoni (compreso il duetto con Sergio Endrigo, “La casa”, il brano più famoso dell’album) e reciterà l’ironica e cruda “Il giorno della Creazione”.
L’ironia e l’amarezza (“Il Giorno della Creazione”) si uniscono alle canzoni per bambini (“La casa”) e a un omaggio a Bach (“La marcia dei fiori”), creando una continua variazione tenuta insieme dalla poetica dell’autore brasiliano.
Questo album farà nascere un sodalizio artistico tra de Moraes e Toquinho, durato ben dieci anni, lasciandoci la preziosa testimonianza di Ungaretti, una delle voci più forti della Poesia del novecento.
Nel 2005, a più di trentacinque anni dall’uscita dell’album, il disco è stato ristampato con l’aggiunta di due versioni alternative di “La casa” e “La marcia dei fiori”. Per dare la possibilità di riscoprire uno dei piccoli gioielli della discografia italiana, poco diffuso, poco compreso, ma pieno di bellezza e di poesia.

(Pubblicato su Fuori Asse)

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