Piers Faccini: Between Dogs And Wolves

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Se siete ancora tra le persone che non conoscono Piers Faccini, dalla metà di marzo avrete modo di seguirlo nel tour italiano, otto date in tutto che potrebbero rivelarvi molto più di un semplice cantautore (partono oggi, qui le date). Se invece siete tra quelli che già conoscono l’artista anglo-italiano, probabilmente sarete curiosi di sapere se il suo quinto disco solista realizzato nell’arco di dieci anni (e uscito a distanza di due da “My Wilderness”), è all’altezza dei lavori precedenti.
Di sicuro si può dire che con Between Dogs And Wolves Piers Faccini continua a tracciare la propria scia, fatta di intimità e di delicatezza (nei testi come nella musica), accantonando per l’occasione del tutto gli strumenti elettrici, facendosi accompagnare solo dal violoncello di Dom La Nena e dal basso di Jules Bikoko. L’album è stato registrato (e prodotto) in prima persona da Faccini nel suo studio di Cevennes, nel sud della Francia (dove risiede da diversi anni), e vede lo stesso artista affiancare alla lingua inglese anche un brano in francese (“Reste la maree”) e uno in italiano (“Il cammino”), seppur con risultati alterni. Brani come “Black rose”, “Feather Light” e “Like Water Like Stone” dimostrano che la scrittura di Faccini è ancora in grado di emozionare, sospesa tra la nostalgia e il desiderio, dove l’autore diventa pelle per le spine dell’amata e luce pallida per la fioritura (da “Black Rose”). Il disco dimostra l’essenzialità della sua musica, capace di catturare l’attenzione senza risultare invadente, riportando alla mente (in modo piuttosto scontato per un redattore) Nick Drake.
Gli appassionati possono acquistare il disco in abbinamento a “Songs I love”, libretto di 92 pagine con testi e illustrazioni dell’artista francese, accompagnato da un cd che contiene 17 cover tra cui una versione potente e acustica di “State trooper” (di Bruce Springsteen), un omaggio a Leonard Cohen (“Who by fire”), a Pino Daniele (“Cammina cammina”) e “Please please please let me get what I want” (The Smiths).
In entrambi i casi, che sia cd singolo o cd in abbinamento, vi trovate davanti a un disco da non perdere.

(Pubblicato su Shiver)

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