Classifiche: di vendita?

Le classifiche dei dischi più venduti, lo dice la parola stessa, servono a far capire l’andamento del mercato discografico; quali sono i cd più venduti della settimana o del mese, quali sono i singoli che quindi, vendendo di più, possono assicurarsi un posto meritato nei palinsesti delle radio.

Ebbene, siete fuori strada, perché non funziona così. Adesso ci occuperemo delle classifiche di vendita. Poi, andremo a vedere invece come funzionano i palinsesti delle radio.

Quando leggete una qualsiasi classifica dei dischi più venduti su un qualsiasi giornale, state in realtà leggendo una classifica dei dischi più distribuiti. Capite da soli che è una cosa molto diversa. Non si parla di quanti dischi sono effettivamente stati venduti, ma di quanti dischi la casa discografica ha stampato e ha piazzato sugli scaffali dei negozi. Se poi quelli restano invenduti, non importa ai fini della classifica, non importa al negoziante e sembra importare ancora meno ai discografici. In seguito vedremo anche che fine fanno i cd che, una volta ritirati, non finiscono al macero.

Facciamo l’esempio di un cantante sconosciuto, che incide per un’etichetta indipendente. Il suo disco, in media, viene stampato e distribuito (ma non sempre) in poche migliaia di copie. Anche se dovesse vendere tutte queste copie, in una classifica non riuscirà mai a entrare. Questo perché, dall’altra parte, esistono le cosiddette “major” che, per ogni cantante di “proprietà”, stampano e distribuiscono diverse migliaia di copie.

Faccio un esempio che ho “seguito” in prima persona. Quando è uscito l’ultimo album di Laura Pausini, tempo due giorni ed era già in testa alle classifiche “di vendita”. Questo perché la casa discografica aveva distribuito il cd in tutti i negozi di dischi (anche se oggi, i negozi di dischi, quelli veri, sono rimasti davvero pochi). Per il solo fatto di aver messo il disco su uno scaffale di un qualsiasi punto vendita, per le case discografiche il disco si può considerare già venduto. A me è capitato di tornare nello stesso negozio anche nelle settimane successive, notando che (da una settimana all’altra) le copie di quel disco erano sempre le stesse. Al massimo, mancava un’unità al mese.

Circa un anno dopo, sono stato a Napoli dove, tra gli altri, c’è il “Mercatino della Duchesca”. E’ un mercato ambulante dove si può trovare davvero di tutto, tra cui anche cd nuovi. Sulla bancarella, c’erano dozzine e dozzine di cd della Pausini (quelli rimasti invenduti e che non finiscono al macero, li potete trovare nei vari mercatini), in vendita al prezzo di due euro.

Tanto per dire, un altro che aveva “venduto” parecchio secondo queste classifiche era Cesare Cremonini, con il suo live. Bene, si poteva comprare anche questo disco (ricordo per chi non lo sapesse che il disco conteneva sia un cd che un dvd tratto dal concerto) al costo di soli tre euro.

Questo è il modo in cui funzionano le classifiche in Italia. Quindi, quando leggete che tizio o caio si trova al primo posto delle vendite, non pensate che ci sia perché ha fatto un bel disco. Semplicemente, ha la fortuna di essere distribuito meglio.

Al momento le uniche classifiche “attendibili” sono quelle di Itunes. Perché in quel caso, le vendite sono reali e non presunte. Classifica che le Major non volevano comparisse insieme a quelle solite. Chiedetevi perché…

3 Risposte to “Classifiche: di vendita?”

  1. Il Sannita Says:

    Grazie per la delucidazione sulle presunte classifiche che ci appaiono ogni settimana, da tempi ormai remoti. Era chiaro che ci fosse un “trucchetto” , in quanto nemmeno io riuscivo a spiegarmi come mai in testa ci fossero sempre i soliti nomi pluri-sponsorizzati, però non sono tanto d’accordo con gli esempi fatti. Tra tanti artisti da citare, hai scelto proprio quelli meno indacati.Non che loro siano i migliori, ma nemmeno i peggiori. Dal tuo blog noto che ascolti tanta buona musica (marlene kuntz, paolo benvegnù, dente, marco parente, marco fabi, baustelle, pier cortese…solo per citarne alcuni) , ma Laura Pausini e Cesare Cremonini, non mi sembrano proprio i personaggi più fastidiosi (anche perchè così in alto a Cremonini l’ho visto solo ai tempi dei Lunapop), piuttosto mi soffermerei su un certo Vasco Rossi (disco di diamante a un mese dall’uscita del suo nuovo album, nonostante si sia ridotto ad un anziano da ricovero) o un Gigi D’Alessio (che persino Napoli schifa), un Marco Carta , un Valerio Scanu, un Denis Fantina o una Emma Marrone qualunque che diventano subito Disco d’Oro…loro si che vengono “meglio distribuiti sugli scaffali”. Scusa se mi sono permesso, ma mi sono sentito di intervenire, perchè di hits anomale ne esistono di ben più palesi. Per il resto, complimenti per il tuo accurato blog, spero che ottenga maggiore visibilità, perchè merita!

    • Ciao. I nomi di Laura Pausini e di Cesare Cremonini non li ho fatti a caso; volendo, solo con i loro cd, potevi riempire uno zaino. Così come potevi trovare molte copie dell’ultimo live dei Pooh e qualcuna di Jovanotti. Gli altri non erano nomi famosissimi (Max De Angelis, Alessio Caraturo etc) e, mi spiace dirlo, di Vasco non c’era nessun cd. È da tanto che non vado alla Duchesca, ma sono certo che ora potremmo trovare anche i cd di quelli che hai menzionato tu…
      Grazie per i complimenti. A presto.

  2. Mi hai dato la conferma di una informazione che avevo già sentito.Cosa molto triste per un appassionato di musica sapere di come le major hanno ridotto il mercato discografico.

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